RIT: LA SOLUZIONE….

 

Si stima che l’85% dei pazienti vanno dal medico a causa di un qualche tipo di dolore. La maggior parte di tali dolori ha origini muscolo-scheletriche, sia per traumi sportivi, lavorativi o semplicemente per età ed usura.

La RIT è un trattamento che risolve il problema che causa il dolore. Essa non è nuova, esiste dal 1835, ma è stata poi completamente sviluppata intorno al 1937. La RIT stimola la capacità di guarigione e riparazione naturale del corpo, di tendini, legamenti e articolazioni traumatizzati e deteriorati. 

Quando tendini, legamenti e capsule articolari vengono sanate, il dolore va via e le strutture sono stabili nuovamente. Un forte tendine o legamento non faranno mai male quando sono stirati.

Di solito, convenzionalmente e quindi troppo facilmente, un dolore ad un arto, gamba o braccio, viene riconosciuto come un Dermatoma e ne segue tale mappatura riferendolo quindi ad una qualche compressione di nervi, ad esempio un ernia discale ecc. 

In realtà, vi sono 3 livelli di origine e riferimento del dolore; essi possono essere classificati dai tessuti embriologici.
Ci sono MiotomiSclerotomi e Dermatomi. E’ più frequente fare riferimento a Dermatomi che non a Miotomi e Sclerotomi.
Il Dermatoma embriologico si sviluppa sulla pelle e nervi.

Il Miotoma embriologico si sviluppa sui muscoli ed i suoi tendini. I massaggi in generale spesso aiutano questi problemi di dolore muscolare (compresi i Trigger Point).

Lo Sclerotoma è la parte dimenticata dell’anatomia ed è l’origine del dolore riferito. Lo Sclerotoma embriologicosi sviluppa sulle ossa, articolazioni, capsule articolari, legamenti e tendini. Nervi specifici arrivano a questi tessuti e specifici livelli di radice nervosa spinale sono designati a questi tessuti, proprio come i nervi e le radici nervose che sono designati alle varie zone della pelle o dei muscoli. Il trattamento di questi problemi è l’anello mancante nella cura convenzionale del dolore. 

Le capsule articolari, tendini e legamenti riferiscono dolore lungo le braccia, le gambe, intorno al tronco o sulla testa in maniera diversa e in zone diverse da quelle dei nervi e dei muscoli. Lo sviluppo dell’embrione ci può aiutare a capire meglio il dolore riferito dello Sclerotoma (tendini e legamenti). Alla sesta settimana di vita l’embrione è lungo 5 mm, compaiano le gemme degli arti superiori ed inferiori e l’abbozzo di numerosi organi e ghiandole.

L’arto (gamba o braccio) ha origine dalla gemma embrionale, è sempre connesso nei suoi vari distretti ed è integrato con il suo Sistema Nervoso in specifici centri del cervello.
Nella percezione del dolore il cervello interpreta l’arto e percepisce il dolore nei suoi vari distretti, non la gemma,  pur rimanendo essa il denominatore comune.

Così noi abbiamo un dolore riferito che ha un’origine centrale, però il cervello lo percepisce come se fosse in una struttura più distante, cioè periferica. La zona dove la gemma dell’arto incomincia a crescere, è e sarà connessa ad ogni distretto di quell’arto (braccio o gamba che sia), ed è integrata con il suo Sistema Nervoso in specifici centri cerebrali per quel distretto.

Quindi, un dolore, che è causato da un problema che s’origina dalla gemma dell’arto, viene interpretato dal cervello come esclusivamente periferico.
P. es. un dolore da epicondilite può essere originato da uno strain del tendine del muscolo sovraspinato dell’arto corrispondente.

Siccome a livello embrionale ogni parte dell’arto ha la sua innervazione specifica, ma si origina dalla stessa gemma, un dolore originato da un tendine o legamento della spalla potrebbe anche essere percepito come un dolore del gomito o del polso, perché ogni parte del braccio appartiene alla medesima gemma.
A livello di dolore il denominatore comune di tutta la gemma è lo Sclerotoma, quindi tendini e legamenti.

Un esempio di ciò nell’area pelvica include il legamento ilio-lombare. Questo è un piccolo legamento sopra il legamento sacro-iliaco, che connette l’ileo con la quinta vertebra lombare. Il dolore riferito da tale legamento si irradia al gluteo alto, all’anca, lo scroto, il testicolo o vagina e alla coscia interna. Un comune modello di riferimento del dolore al gluteo laterale (e diagonalmente in basso sulla coscia e polpaccio), può provenire dal legamento e/o dall’articolazione sacro-iliaca.

Più in basso, proveniente dalla stessa gemma embrionale, lateralmente al sacro e appena sopra il coccige abbiamo il legamento sacro-tuberoso. Esso riferisce il dolore al centro e sopra la superficie del calcagno. Si può trattare per anni una spina calcaneare senza alcun risultato, fino a quando non s’interviene nei pressi del sacro.

La RIT è semplicemente la creazione di una Infiammazione “controllata” di legamenti, tendini e capsula articolare dove ha origine il dolore, innescando così un Processo Biochimico a Cascata di Guarigione. Tale Infiammazione è simile, ma non uguale, alla risposta cellulare di un trauma tendineo-legamentoso acuto. Le cellule rispondono chimicamente con produzione di prostaglandine, acido arachidonico e fattori di crescita. Questo causa la riproduzione cellulare e la crescita di nuove cellule e nuove fibre per tendini, legamenti e capsula articolare.  

Quando la struttura è fortificata dalle nuove fibre, prodotte dall’induzione creata dalla RIT, può resistere a stress ed essere libera dal dolore. Tutto ciò sarà potenziato con Trattamento Manipolativo Osteopatico, buona nutrizione e supplementi nutrizionali, esercizi di correzione.

LA RISPOSTA DI GUARIGIONE:
PROCESSO BIOCHIMICO A CASCATA DELL’INFIAMMAZIONE

Fase Infiammatoria (0-4 giorni)
A.
 
Inizia con il disturbo o l’invasione del tessuto tramite infiammazione “controllata” della [*RIT*].

B. 
Produzione di globuli rossi
Richiamo di leucociti e macrofagi verso le cellule danneggiate o morte, batteri etc.
Richiamo di fibroblasti dai polipeptidi rilasciati. Si forma un tessuto matrice di queste cellule.

C.
Membrane fosfolipidiche si convertono in acido arachidonico tramite la fosfolipasi nei tessuti.
L’acido arachidonico si converte, in loco, in prostaglandine E2 tramite la ciclo ossigenasi.
La lipossigenasi converte l’acido arachidonico in leucotrieni (fattori di crescita). Questi elementi chimici locali stimolano, inoltre, l’attività dei globuli bianchi e del cAMP, che sono agenti vasoattivi.
I detriti cellulari e patogeni vengono, così, rimossi.

Fase di Riparazione (2 giorni – 6 settimane)
A. All’interno del tessuto matrice, vi è una continua attrazione e duplicazione di leucociti e fibrociti ed un’accumulazione di tropocollagene. Il tropocollagene forma un cross-linking covalente laterale e poi si aggrega in fibrille.
B. Le fibrille riempiono la zona traumatizzata indebolita, ricostruendola con nuovo tessuto tendineo, legamentoso o capsulo-articolare e probabilmente formano anche fibrocartilagine all’interno dell’articolazione.

Fase di Rimodellamento (3 settimane – 1 anno)
A. La granulazione dei tessuti matura. Il collagene continua ad essere accumulato.
B. Viene rimosso il liquido accumulato, asciugando e rinforzando tendini e legamenti.
C. Il massimo della forza viene acquisita in circa un anno dopo l’inizio del trattamento della RIT.

Tratto da: http://www.erniadiscale.eu

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...