Tagli ai vitalizi, sei parlamentari fanno ricorso: “I nostri diritti non si toccano” – Foto e nomi

Non passa giorno senza che qualche lupo  del Palazzo non ci riservi la nostra dose di sdegno. Ci abbiamo fatto i calli è vero ma a tratti lo stupore prevale ancora sul disincanto. Oggi tocca a sei parlamentari, tutti siciliani, che hanno presentato ricorso alla Corte dei conti contro il taglio della doppia indennità, ossia la possibilità di sommare al già ricco stipendio di parlamentari nazionali anche i vitalizi (tra i tremila e seimila euro) maturati nel corso della loro attività di deputati regionali. In altre parole, questo piccolo drappello bipartisan riscuote nello stesso tempo stipendio e pensione. Eppure, con un insolito scatto di lucidità, prima della pausa estiva, la presidenza dell’Ars (il parlamento siciliano) aveva imposto il divieto di cumulare le due indennità. Scelta saggia e in linea con il richiamo al rigore cui tutti i cittadini sono chiamati in questo momento. Ma i sei parlamentari non ci stanno, ritengono questa decisione “illegittima”: “I nostri diritti non si toccano” dichiarano indignati nel ricorso. Li chiamano proprio così: diritti. Mica privilegi. Ecco i nomi dei sei ricorrenti che vi invitiamo a diffondere a futura memoria elettorale:

Calogero Mannino (Gruppo Misto)

Alessandro Pagano (Pdl)

Sebastiano Burgaretta (Pdl

Giuseppe Firrarello detto Pino (Pdl)

Salvo Fleres (prima Pdl ora Forza del Sud)

Vladimiro Crisafulli (Pd)

 

di Massimo Malerba

Fonte: www.letteraviola.it

 

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7 risposte a Tagli ai vitalizi, sei parlamentari fanno ricorso: “I nostri diritti non si toccano” – Foto e nomi

  1. nemol ha detto:

    a guardali almeno tre di loro hanno meno di sessanta anni.
    e a noi non ci vogliono mai mandare in pensione nonostante i quaranta anni di lavoro.
    che si vergognino tutti sti privilegiati.

  2. Pingback: La faccia come il culo « La Galleria delle Ombre

  3. De Serio Umberto ha detto:

    mandiamoli alla gogna uno piu’porco dell’altro

  4. Antipdl ha detto:

    Hanno una gran faccia tosta, per non dire altro, loro devono essere intoccabili e noi siamo STANCHI di manteberli .

  5. apprendistawebmarketing ha detto:

    Sai qual è secondo me il punto?
    A ogni livello di “entrate” corrisponde uno stile di vita, quindi noi che campiamo con cifre fra i 1.000 e i 2.000 €/mese (e già dobbiamo ritenerci fortunati rispetto ad altre persone) cerchiamo di spendere in relazione a quei soldi. Se un mese capita qualcosa in più tanto meglio.

    Un politico che arriva a prendere cifre ben più elevate (quattro zeri mensili per non fare un tubo, fondamentalmente, visto ad esempio il fenomeno dei “pianisti” che non ci sarebbe se tutti fossero presenti al loro posto) è abituato a un tenore di vita altissimo.

    Se io stipulo un mutuo da 500/800 €/mese loro l’hanno fatto da 3.000/4.000 €/mese.

    Noi subiamo decurtazioni di stipendio e di contratto dell’ordine dei 100/200 €/mese, eventualmente, ma come delle brave formichine riusciamo lo stesso a tirare avanti…

    Immaginate quanto potrebbe incidere sulla loro vita un taglio netto dei privilegi, “poverini”…Passare da un buon 10.000 €/mese (tra privilegi e altro credo sia anche molto di più in realtà) a…Vogliamo dare loro 3.000 €/mese? Ok, per me questa cifra è ben più che equa, ma poverini, solo con 3.000 €/mese andrebbero in totale miseria per i debiti che hanno contratto nel frattempo……………….

    Ecco perché si oppongono…”POVERINI”!!!

    STORIE D’ITALIA.

  6. chri ha detto:

    basta vedere le facce da papponi…………… che hanno fatto per meritarsi questi privilegi che vi vada per storto ………………………m………..

  7. Ӝӂ↺↻ḾẙṎᾤήⱣṛḯṣọή↺↻ӂӜ ha detto:

    I loro diritti non si toccano, ma i nostri si eccome!! E’ vero ci abbiamo fatto il callo e poi è la triste verità loro sono i lupi, noi le pecore. A troppi purtroppo fa molto comodo questa condizione di pecora, quando manca il coraggio di agire.
    .:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:..:*:.
    La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.
    Franklin Delano Roosevelt

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