VA AVANTI IL DISEGNO DI LEGGE CONDIVISO SUI CENTRI BENESSERE!!!

Il deputato Alberto Fluvi

“RiminiWellness” 2010 era stato il palcoscenico dal quale l´Associazione Italiana Centri Benessere di Confesercenti aveva illustrato una proposta di legge, presentata appunto il 25 febbraio di un anno fa, dedicata ai centri benessere, con l´obiettivo di regolamentare un settore in continua evoluzione.

Il ddl era stato presentato al pubblico dal primo firmatario, l´onorevole Alberto Fluvi, componente della Sesta Commissione, Finanze e Tesoro, della Camera dei Deputati. La proposta di Legge Quadro è stata assegnata alla Dodicesima Commissione, Affari Sociali, in sede referente già il 27 aprile 2010 e procede.

Nella relazione introduttiva vi si legge: “Da qualche anno a questa parte si va diffondendo e prende sempre più piede la ricerca del benessere in senso lato e di attenzione al corpo, in chiave curativa, ma soprattutto estetica. I centri benessere, censiti con vari nomi e classificati sotto diverse tipologie, sono attualmente 30.000 in tutta Italia, con un numero di clienti annuo pari a 40 milioni e con un giro di affari di circa 21 miliardi di euro. Ad essi bisogna poi aggiungere i centri in funzione presso le strutture ricettive e, come tali, non denunciati alla competente camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Da non sottovalutare, infine, il fatto che solo negli stabilimenti termali, in due anni, il numero di clienti dei ‘centri benessere’ è salito da circa 83.000 a circa 115.000 e si sono moltiplicate le imprese specializzate su tutto il territorio nazionale. La rilevanza di questi numeri rende chiara l’importanza della riorganizzazione del settore, con una definizione dei ruoli e delle funzioni collegati alle attività svolte. L’attuale denominazione di centri benessere che si applica a qualsiasi attività di cura estetica del corpo riguarda un’eterogenea platea di imprese: dai centri estetici alle palestre, da quanti offrono trattamenti di medicina naturale ai poliambulatori che comprendono tra i propri servizi anche il trattamento estetico, dai centri fitness e wellness a quelli che propongono terapie eseguite con apparecchi elettromedicali, fino ai centri di abbronzatura. Tale variegato quadro imprenditoriale si è andato formando a seguito della crescita della domanda di benessere da parte dei consumatori. Nel contempo è tuttavia emerso un problema rilevante, conseguente all’assenza di una legislazione specifica per il settore, in un ambito assai delicato nel quale è necessario in primo luogo stabilire il confine tra cura medica e trattamento estetico, anche a seguito dei molti casi di cronaca relativi a danni irreversibili prodotti nei pazienti, fino al decesso, come conseguenza dell’imperizia e della mancanza di igiene di determinate strutture. Proprio per evitare la generalizzazione e per tutelare l’utente di tali servizi è necessario provvedere con una legislazione ad hoc. È indispensabile che gli utenti accedano a strutture ben definite e in possesso di tutti i requisiti strutturali, professionali e organizzativi che possano soddisfare al meglio le loro esigenze, operando nella più assoluta sicurezza, all’interno di regole certe”.

Tratto da: www.mentalitasportiva.it

De Martino Christian
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