IL “NO” DELLA CARFAGNA A BERLUSCONI

Mentre negli Stati Uniti Obama approva riforme sanitarie e mette a punto leggi per mettere in sicurezza l’America dai disastri ambientali causati dal petrolio, in Italia in questi giorni sta per essere approvata l’ennesima “legge vergogna”, un bavaglio che come tutti ormai sappiamo, colpisce i punti nevralgici della già debole informazione italiana: intercettazioni, giornalisti e bloggers. In nostro soccorso però arriva proprio colei che non ti aspetti: Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità, che in questi due anni è riuscita a far approvare in Parlamento la legge sullo Stalking, una legge tutto sommato valida ed efficace. A quanto pare però la nuova legge sulle intercettazioni crea non pochi problemi di compatibilità con la disciplina prevista dalla bella legge della bella Mara, la quale ha chiesto appunto alla maggioranza di modificare il ddl in modo tale che la normativa sullo Stalking resti invariata. “A poco più di un anno dall’entrata in vigore del reato si sono registrate in media 440 denunce, 80 arresti, 85 ammonimenti, 108 divieti di avvicinamento al mese” ha affermato orgogliosamente la Carfagna che non vorrebbe giustamente buttare al vento i buoni risultati ottenuti. Per constatare il reato di Stalking infatti, le intercettazioni sono fondamentali tant’è che la Carfagna ha invitato i suoi colleghi di coalizione a “valutare con attenzione l’ipotesi di estendere al reato di Stalking la possibilità di ricorrere alle intercettazioni telefoniche”. Certo questo è un bel problema: come fa uno, se non può intercettare, a dire in maniera preventiva: “Ah ecco! Questo è un caso di Stalking, allora possiamo intercettare!”? Inoltre il reato di Stalking prevede una pena da 6 mesi a 4 anni che non sono sufficienti per rientrare nel “quorum” dei 5 anni di pena necessari per poter intercettare. Ci troviamo quindi di fronte ad un Governo che fa leggi talmente assurde da mettere addirittura in stato d’allarme un proprio ministro. Un governo che cade in tali contraddizioni fa un po’ pensare. Insomma, è una legge che combina disastri a destra e a manca, disastri che si vanno ad aggiungere a quelli appena “sfornati” per noi bloggers, visto che nel ddl un blog viene equiparato ad una testata giornalistica, senza contare le limitazioni per i giornalisti, che violentano il diritto/dovere di essere informati e di informare i cittadini, come ha ricordato Gustavo Zagrebelsky. Certo, se se n’è accorta anche la Carfagna, fossi nella maggioranza mi preoccuperei. Seriamente.

Fonte:http://ilrenudo.myblog.it/archive/2010/05/17/ede7a3213c4109eeecc0dbe757cd3af4.html

De Martino Luca

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