Solita, vecchia Italia

Che cos’è l’Italia ?  Wikipedia :”è uno Stato […] dell’Europa meridionale il cui territorio coincide in gran parte con l’omonima regione geografica”. Andando avanti nella lettura, ci sono altre cose giustissime, ma mancano altre che sono a dir poco fondamentali. L’Italia è il Paese dove il Presidente del Consiglio è proprietario di diverse televisioni, una squadra di calcio, riviste e chi più ne ha più ne metta. E’ il Paese dei tronisti, veri eroi del Paese, mica Saviano che aiuta la criminalità organizzata scrivendo Gomorra. E’ il Paese dei furbi e dei fessi, i primi sono i lavoratori “senza ‘na lira” che pagano le tasse, i secondi sono miliardari e non lo fanno. Questo elenco di cose omesse dalla buona enciclopedia potrebbe continuare per tante, troppe pagine, ma queste righe vogliono essere occupate per discutere su un argomento in particolare, forse considerato ,dai più, futile: il mondo del pallone.

Si diceva che la fine di Calciopoli avesse fatto scomparire definitivamente una fase torbida del calcio italiano, inaugurando una nuova era, costituita da presidenti onesti e illuminati. Poveri illusi, sveglia, siamo in Italia ! Come è stato ormai appurato che la Juventus non sia stata l’unica colpevole del caso, anche in questo frangente ci sono stati i fessi: si chiamano Napoli, Genoa o Torino, vedere nella voce “Squadre sfigate”. Queste, quando sbagliano, si è visto, la pagano e anche molto cara. I primi sono caduti nell’oblìo della serie C1 per 47 milioni di debiti, i secondi, per UNA partita “comprata”, hanno fatto un doppio salto mortale, dalla Serie A alla C1, infine, i terzi, in serie B per circa 60 milioni di debiti. Ragioni giustissime, ma, come raccontava, 65 anni fa, George Orwell :”Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Basti pensare alle centinaia di milioni di euro di debiti che gravavano e gravano ancora sulle intoccabili romane, Roma e Lazio , e perchè non ricordare le altre tantissime squadre autodefinite ONESTE che hanno falsato interi campionati. Tutto normale, ma non finisce qui.

Questione tifosi o, meglio, questione “ultras”,  migliore definizione per gli animali travestiti da uomini che popolano, domenica dopo domenica, gli stadi della Penisola. Ma, anche in questo caso, ci sono i soliti ingenui e gli stessi volponi. Nel primo caso, indovinate chi c’è ? ‘E Napuletane ,ma non erano il popolo del mattone al posto dell’autoradio ?  Sono due anni che i partenopei di fede non possono seguire la propria squadra in trasferta. Normale si dirà, alcuni esemplari sono davvero incorreggibili: rubano negli autogrill, accoltellano i tifosi avversari, portano caos e distruzione. I Lanzichenecchi del terzo milennio vivono all’ombra del Vesuvio, vanno punti e lasciati nelle loro terre, Padania dixit. Dopo questo breve excursus, passiamo agli imbecilli furbi: i romanisti e laziali. Come i colleghi campani, anche questi eroi della vergogna rubano negli autogrill, fanno scontri con la polizia, seminano disordini. Ultimo episodio ? Il derby di domenica scorsa, anticipato alle 18.30 per motivi di ordine( ?) pubblico, un vero e proprio bollettino di guerra: 3 feriti da arma da taglio di cui uno grave, cassonetti incendiati, esplosione di un’ automobile, scontri con le forze dell’ordine, tafferugli prima e dopo la partita e, dulcis in fundo, la scoperta di un arsenale negli interni di un’ innocua Ford Kia con accette, coltelli, molotov, petardi, seghe e mazze, materiale con il quale gli ultras si apprestavano a scatenare la guerriglia. Morale: per i barbari vesuviani, per molto meno, è scattata l’interdizione da ogni trasferta, per i romani no. Maroni non può fare a meno di mettere in mezzo la camorra per giustificarne la cancellazione delle trasferte domenicali, mentre per i romanisti non si usa lo stesso trattamento: Roma sarà anche ladrona, ma almeno non c’è criminalità organizzata e, soprattutto,  è situata più a nord di Napoli.

Antonello Giannattasio

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