DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: DATI AGGHIACCIANTI!!!

Gli ultimi dati dell’Istat sulla disoccupazione giovanile sono agghiaccianti. Nel mese di Febbraio i giovani disoccupati italiani, nella fascia d’età 15-24, erano il 28,2%, a differenza dei nostri coetanei europei, dove nella zona Euro hanno un valore che si attesta attorno al 20%. Sono 8,2 punti di arretratezza non solo economica, piuttosto strutturale direi, che riguarda il modello sociale di organizzazione che un paese sceglie per se. Il nostro modello, è risaputo, si fonda sull’assenza di mobilità sociale, sulla salvaguardia della casta, sia essa politica o professionale, contemperata da un avanzamento che avviene principalmente per anzianità o per appartenenza al clan.

Eccoci qui duque, figli della workin’ class, a bussare vanamente alle porte degli ordini professionali, oppure a rivolgersi alle agenzie di lavoro interinale, dopo aver sudato un titolo di studio con grandi sacrifici delle nostre famiglie, che confidavano in un futuro migliore per noi. Laureati con master, dottorati e riconoscimenti, che oggi si vedono diventare consigliere regionale Renzo Bossi a diecimila euro al mese, o giù di lì; un ragazzo che aveva problemi persino a superare l’esame di maturità. Ma la gente l’ha votato e, se è vero che si vota una persona dalla quale ci si sente rappresentati, forse è il caso di preoccuparsi anche del declino culturale nel quale ci siamo imbucati.
Ecco il vero scontro politico e sociale che si appalesa davanti ai nostri occhi, uno scontro che va al di là della dicotomia destra-sinistra, bensì che si avvera piuttosto tra forze riformiste e forze conservatrici che lottano nel paese. Dobbiamo capire, oggi più che mai, chi sono i partiti che rappresentano queste forze, e capire da che parte schierarsi.

Dai dati sulla disoccupazione si evince perfettamente che noi giovani italiani abbiamo le carte in regola per essere definiti una “fascia debole” della società, e pertanto dobbiamo premurarci di individuare con precisione le forze politiche che vogliono riformare il paese, per aiutarle così a sciogliere le fila dello status quo. Se guardiamo bene al centrodestra, al di là degli slogan, esso si sta dimostrando una grande forza conservatrice, conserva tutto: tutti gli ordini professionali, l’abuso dei contratti a singhiozzo (forse più corretto di “determinato”), l’abuso dei contratti di apprendistato e, se riesce a superare il rinvio di Napolitano (che l’esperienza ci dice non essere impossibile), raggirerà persino l’art.18 dello Statuto dei lavoratori. In cambio ci offre la valorizzazione dell’imprenditore spregiudicato, premiato con lo scudo fiscale.

Mia nonna per conservare, da buona calabrese, metteva tutto sott’olio. Loro invece usano la nostra ignoranza. Non intendono formare, ne informare. Usciamo dalla scuola dell’obbligo senza nemmeno sapere come funziona un Comune; accendiamo la televisione ed il buon Minzolini dispensa pillole di politica, quelle che servono a dire che va tutto bene, giusto per dire che la televisione pubblica ha assolto al suo ruolo di informare.
La situazione è chiara, solo Fini è ancora convinto che le riforme si possano fare a destra, mentre nello stesso momento Cota annuncia che la pillola abortiva non si darà negli ospedali piemontesi, e che i gay non hanno diritto al patrocinio per le proprie iniziative.

E’ il momento che le cosiddette “fasce deboli” comprendano finalmente la partita che si sta giocando, e facciano un’energica scelta di campo dando il proprio contributo alla vita politica del paese. L’attuazione della Costituzione, con i suoi principi di libertà e solidarietà, ci salverà dal pantano nel quale siamo finiti. Noi di Italia dei Valori questo lo abbiamo ben presente. Adesso tutti insieme, per rovesciare l’oppressore nelle politiche del 2013!

De Martino Luca
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