Giuseppe Uva. Un altro Cucchi

La vittima, Giuseppe Uva

Il 14 giugno del 2008, Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e lo insegue. Biggiogero corre in aiuto al compagno per evitare che l’ufficiale gli facesse del male, ma l’altro militare lo immobilizza.

Dopo poco tempo arrivano 2 volanti della polizia che porterà via Biggiogero, mentre Uva verrà prelevato dai carabinieri. Alle 3.30 circa, le auto raggiungono la caserma e i due amici restano separati, ma, dalla sala d’attesa, riesce a sentire le urla di disperazione del compagno che implora pietà, date le percosse che sta ricevendo. Biggiogero comincia ad urlare, ma i simpatici tutori degli ordini gli ordinano di stare in silenzio se non vuole fare la stessa fine. Verso le 4, approfittando degli attimi in cui viene lasciato solo, chiama con il proprio cellulare il 118.

Di seguito, la trascrizione della telefonata di Biggiogero e di quella successiva, fatta dal 118 al centralino della caserma.

Biggiogero (a voce bassissima): «Posso avere un’autolettiga qui alla caserma di via Saffi? Praticamente stanno massacrando un ragazzo».

Centralinista 118: «Ma in caserma?»

B
.: «Sì»

C. 118: «Ho capito. Va bene adesso la mando».

Dopo due minuti, Centralinista 118: «Mi hanno richiesto un’ambulanza. Non so mi ha chiamato un signore dicendo di mandare un’ambulanza lì da voi, me lo conferma?»

Centralinista carabinieri: «No, ma chi ha chiamato scusi?»

C. 118: «Un signore. Mi ha detto che lì stanno massacrando un ragazzo e che voleva un’ambulanza».

C. carabinieri: «un attimo che chiedo… No guardi son due ubriachi che abbiamo qui in caserma, adesso gli tolgono il cellulare. Se abbiamo bisogno ti chiamiamo noi».

Prima che gli venisse tolto il telefonino, il ragazzo riesce ad avvisare il padre. Più tardi arriva in caserma un uomo che si presenta come “il dottore” e, più tardi, arriva anche il padre di Biggiogero che si offre di aiutare Uva, ma gli ufficiali rassicurano dicendo che il ragazzo sta bene perchè già curato da un medico.

Alle 5 del mattino i carabinieri chiamano l’ambulanza perchè deve essere effettutato il Trattamento Sanitario Obbligatorio, successivamente, alle 8.30 verrà trasferito nel reparto psichiatrico e, infine, morirà, per arresto cardiaco, intorno alle 10,30.

Gli esami tossicologici rivelano che gli erano stati somministrati dei farmaci altamente controindicati dopo l’assunzione di alcolici. Quindi, morto per un banale “errore”.

L’autopsia è stata fatta in maniere sbrigativa e parziale, senza gli esami radiologici necessari ad accertare fratture e minimizzando o ignorando l’importanza delle lesioni presenti sul suo corpo, in particolare sul dorso e nella regione anale.

A distanza di 21 mesi dalla morte di Uva l’indagine, tolta al primo Pm che le aveva dato notevole impulso, oltre a languire sembra destinata all’inconcludenza: due medici sono indagati, ma per quanto riguarda la responsabilità di coloro che hanno trattenuto illegalmente Uva e lo hanno sottoposto a violenze, si procede contro ignoti.

Due giorni fa l’Avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi e, prima, dei genitori di Federico Aldrovandi, ha assunto il patrocinio di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, come persona offesa dal reato.

Antonello Giannattasio

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2 risposte a Giuseppe Uva. Un altro Cucchi

  1. Nuova Coscienza ha detto:

    Ciao Alessandro, le fonti sono state riprese da diverse agenzie.

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