GUARIRE…DIGIUNANDO!

Le origini del digiuno si perdono nella notte dei tempi, ma poiché  su questo solo argomento si potrebbe parlare per ore, in questo contesto diremo solo che anticamente il digiuno era una pratica a carattere mistico-religioso con la quale l’uomo intendeva purificare  il proprio corpo per avvicinarsi così alla divinità.

Il digiuno ha iniziato ad acquisire valenza medico-scientifica nell’800, con il fisiologo francese Chossat, il quale effettuò delle ricerche sui piccioni, dimostrando che, durante un digiuno estremo, vengono utilizzati per la sopravvivenza dell’organismo i tessuti meno importanti e che gli organi vitali vengono conservati indenni o con la minima perdita il più a lungo possibile.

Questo studio sui piccioni è riportato anche in alcuni libri moderni di scienza dell’alimentazione, con le percentuali della perdita di peso dei vari organi: ebbene, per parlare solo del cuore e del sistema nervoso centrale, la percentuale della diminuzione totale del corpo è rispettivamente dello 0,02 e dello 0,1 %.

Ricordiamo sempre che stiamo parlando di digiuni di animali portati fino alla morte (pari a 100-150 giorni in un uomo) e non della classica settimana di “remise en forme”.

In altre parole, anche in digiuni estremi, esiste nell’organismo una intelligenza superiore che salvaguarda gli organi più nobili.

Per di più, tutti questi studi ai quali faremo riferimento, sono stati fatti su persone che non integravano gli aminoacidi essenziali, cosa che invece da noi viene sempre fatta.

In Italia, il primo studio scientifico sull’uomo fu compiuto dal Prof. Luigi Luciani, uno dei più importanti fisiologi mondiali dell’epoca, a quei tempi direttore della cattedra di fisiologia all’università di Firenze, il quale tenne sotto osservazione per 30 giorni un volontario, un certo Giovanni Succi, già noto per essersi sottoposto, in precedenza, ad altri lunghi digiuni.

Negli ultimi anni, un libro di testo importante, utilizzato in tutto il mondo, che ha dedicato un capitolo al digiuno, suffragandone la validità, è “Biochimica” di Mathews e van Holde, del 2004.

A questo punto, cercando di usare un linguaggio semplice, facciamo una sintesi della fisiologia del digiuno: in un digiuno l’organismo utilizza le riserve che sono state accumulate e ci riferiamo non solo al grasso, ma allo zucchero, alle proteine, alle vitamine, ai sali minerali.

Abbiamo visto, però, che durante un digiuno l’organismo mette in moto una “intelligenza superiore”, andando ad utilizzare soprattutto i tessuti meno nobili, a partire dal grasso.

Una delle obiezioni che si fanno al digiuno è che il cervello, al contrario degli altri tessuti, riesce ad utilizzare solo glucosio (cioè lo zucchero); poichè le riserve di glucosio bastano per un solo giorno o poco più, il corpo è costretto ad utilizzare le proteine per produrre lo zucchero necessario al cervello.

Un’altra obiezione è che, durante un digiuno, aumentano i corpi chetonici (volgarmente chiamati “acetone”), e anche questo costituirebbe un dato negativo.

I sedicenti “esperti” di digiuno (ovviamente sempre persone non hanno mai visto una sola persona digiunare) vi diranno più o meno questo a suffraggio della loro tesi anti-digiuno.

In realtà, è proprio dicendovi queste cose che dimostreranno la loro ignoranza in questa materia.

Intatti, durante il digiuno accade un fatto fisiologico incredibile, a dimostrazione di quanto già diceva Luciani oltre un secolo fa, cioè che “il digiuno è guidato da centri regolatori”; Luciani non aveva, però, i mezzi scientifici per dimostrare come mai il digiunatore Succi potesse stare così bene dopo 30 giorni di digiuno.

Oggi, invece, è stato dimostrato il meccanismo fisiologico che permette di digiunare senza alcun danno, ma traendone grandi vantaggi: accennavamo, in apertura, ai vari studi che hanno dimostrato che il cervello è dotato di enzimi in grado di metabolizzare i corpi chetonici.

In particolare, è stato dimostrato che il cervello, durante un digiuno, è in grado di utilizzare proprio i corpi chetonici per produrre gli zuccheri necessari.

Dunque, accade che appena i corpi chetonici raggiungono un valore di soglia nel sangue, l’organismo e, in particolare, le cellule del sistema nervoso, li utilizzano per produrre energia, senza dover più “scomodare” le proteine: si tratta di un adattamento fisiologico perfetto, che consente anche di risparmiare le proteine.

Ma cos’altro avviene, nel frattempo, ai grassi di riserva? Ovviamente accade che il consumo dei grassi di riserva si mantiene costante, ma questo dato si conosceva da molti decenni, grazie a tutti gli studi del ‘900 ai quali abbiamo fatto riferimento.

Ora cerchiamo di elencare alcuni casi molto interessanti di guarigione ottenuti con il digiuno:

CASO di “Sovrappeso, diabete ed ipertensione”

Una signora di 64 anni (D.B.) inizia un digiuno nel mese di marzo 2002.

Da pochi mesi assumeva insulina per una grave forma di diabete (alle ultime analisi la glicemia a digiuno era risultata di 368 mg/dl e quella post-prandiale di 550 mg/dl).

Inoltre la paziente assumeva farmaci antiipertensivi e 150 mg di eutirox in seguito all’asportazione totale della tiroide.

Le fu detto di sospendere, durante il digiuno, tutti i farmaci eccetto l’eutirox che gradualmente sarebbe stato ridotto di dosaggio nel periodo post-digiuno in quanto concausa dello stato ipertensivo.

La signora effettuò un digiuno di 13 giorni e fin dal primo giorno sia i valori di glicemia che la pressione si normalizzarono, nonostante la sospensione dei farmaci.

Finito il periodo di digiuno, la signora iniziò il reintegro del cibo e dopo circa una settimana passò alla dieta metabolica, cioè ad un’alimentazione normale basata sulle sue caratteristiche metaboliche e psico-emozionali.

Nei mesi a seguire i suoi 72 Kg diventarono 70, la pressione e la glicemia si sono mantenute nella norma, senza alcun bisogno di farmaci, ed è stato possibile ridurre  l’ormone tiroideo da 150 a 100 mg.

CASO di “Sovrappeso, ipertensione e ipercolesterolemia”

Nell’aprile 2000 iniziò un digiuno un signore (R.M.R.) di 44 anni, manager, affetto da ipertensione e ipercolesterolemia, problemi per i quali assumeva dei farmaci.

Il suo peso era di 85 Kg, troppi per una persona di costituzione magra e di media statura.

Le medicine vennero sospese fin dal primo giorno e nelle due settimane di digiuno la pressione si mantenne regolare, sui 120/80 mmHg.

Quando il signore terminò il digiuno pesava 76,5 Kg; iniziò, quindi, il periodo di mantenimento con la dieta metabolica, venendo a studio ogni settimana fino al 9 agosto 2000, quando il suo peso era arrivato a 66,9 Kg e pressione e colesterolo continuavano a mantenersi nella norma.

Successivamente abbiamo continuato a vederlo con cadenza mensile fino al 5 aprile 2002, quando il suo peso si era ormai stabilizzato sui 61 Kg e la sua pressione continuava ad essere 120/80 mmHg.

Ricordiamo con molto piacere l’ing. R.M.R perché, pur non essendoci alcuna necessità di continuare a venire nel nostro centro medico, egli passava volentieri a trovarci per ringraziarci, non tanto per il dimagrimento, quanto per avergli permesso di affrancarsi per sempre dalla pasticca della pressione che lui aveva sempre detestato.

CASO di “Asma, ipertensione, tiroidite autoimmune e ipotiroidismo”

Nel dicembre 2000 viene a studio la signora M.S. di 46 anni la quale presentava un quadro clinico abbastanza serio.

Era stata operata qualche anno prima di tumore all’intestino, soffriva di asma e allergia con immunoglobuline E elevatissime (oltre 5000 per valori normali da 10 a 200); inoltre presentava uno stato di notevole sofferenza renale (con valori di creatininuria e clearance molto bassi), ipertensione, ipotiroidismo e tiroidite autoimmune di Hashimoto.

A tale proposito nei mesi precedenti i valori degli anticorpi anti-perossidasi erano stati costantemente molto alti (sempre ben oltre 1000 per valori normali fino a 35) e quelli degli ormoni tiroidei molto alterati con forti fluttuazioni sia verso il basso che verso l’alto (il TSH era costantemente a 0).

Vi era inoltre una VES elevata e la presenza di anticorpi antinucleo.

Per tutto questo assumeva ormoni tiroidei, un farmaco anti-ipertensivo, un farmaco per la tiroide e alcune medicine omeopatiche.

A livello sintomatico, nel compilare la cartella clinica, la paziente riferiva forte stanchezza, rinite, asma ed allergia, mancanza di concentrazione, aumento di peso, estrema freddolosità, affanno, emorroidi e ragadi, gonfiore e pesantezza alle gambe, bocca amara, difficoltà digestive, acidità di stomaco, flatulenza, eczema e dermatite, dolori mestruali, lombalgia e dolori articolari, ansia, agitazione, depressione e demotivazione nella vita quotidiana.

Da notare che abbiamo riportato solo i sintomi che, di suo pugno, aveva evidenziato con due crocette, tralasciando quelli segnati con una sola crocetta.

Decidemmo che un quadro così complesso e grave poteva essere affrontato solo con una terapia che rappresentasse una sorta di resettaggio del computer: il digiuno.

La signora iniziò il suo digiuno nel dicembre del 2000 con un peso di 79,5 Kg, effettuando 12 giorni di terapia fino al 23 dicembre, giungendo ad un peso di 72,9 Kg; in quei giorni sospese tutti i farmaci, eccetto gli ormoni tiroidei.

Durante il digiuno l’asma scomparve, la pressione si normalizzò e, in generale, tutti i sintomi migliorarono in modo netto.

Subito dopo natale iniziò il periodo di mantenimento con una seduta di agopuntura settimanale per ottimizzare i risultati raggiunti ed mantenere il peso raggiunto, che infatti si stabilizzò tra i 69 e i 70 Kg.

Asma ed ipertensione non si ripresentarono più e si ridusse gradatamente anche il dosaggio degli ormoni tiroidei fino alla sospensione completa nel febbraio 2001.

Oltre all’agopuntura la signora venne curata con varie medicine biologiche (immunologia omeopatica, organoterapia, oligoterapia, fitoterapia).

C’è da dire però che già poche settimane dopo la fine del digiuno, la signora effettuò nuove analisi che, con sua grande sorpresa, risultarono perfette: il TSH si era normalizzato, così come gli ormoni tiroidei.

Ancora più sorpresa fu, però, del fatto che anche gli anticorpi anti-TPO erano perfettamente nella norma.

La signora continuò il suo mantenimento fino a giugno 2001, ottimizzando sempre più i fantastici risultati ottenuti con il digiuno.

CASO di “Ipotiroidismo e tiroidite”

Signora di 50 anni, viene in cura il 14 febbraio 2008 per un ipotiroidismo con tiroidite.

Nel corso dell’iter terapeutico previsto per la cura della tiroide, decide di fare “anche” alcuni giorni di digiuno, dopo di che rifà le nuove analisi, che mostrano un TSH sceso da 4.83 a 0.03 e gli anticorpi diminuiti da oltre 2000 a 330.

CASO di “Diabete ed ipertensione”

Questo caso, riportato in modo molto sintetico, riguarda un signore di 63 anni, (U.B.) che nell’ottobre dei 2001 presentava una glicemia spesso superiore ai 400 mg/di ed aveva la pressione alta; per questo assumeva 3 compresse al giorno di ipoglicemizzanti orali ed un farmaco anti-ipertensivo.

Presentava inoltre vari altri sintomi: stanchezza, colon spastico, forte gastrite. artrite, artrosi, vene varicose, dermatite e sovrappeso.

Anche il signor U.B trovò gli stessi eccezionali benefici dei pazienti precedentemente esposti.

Conserviamo in cartella un foglio sul quale, di suo pugno, il nostro paziente annotava i valori della glicemia dopo il digiuno, specificando che non assumeva più alcun farmaco: i valori riportati erano stabilmente sotto i 100, segno evidente che il digiuno aveva normalizzato la glicemia e che la dieta metabolica li stava ancor più stabilizzando.

Ovviamente era anche dimagrito (8 Kg in meno).

CASO di “Sovrappeso, ipotiroidismo e tiroidite, colesterolo”

– signora di 41 anni, In cura da anni con 100 mcg. di ormone tiroideo, inizia a curarsi con noi la tiroidite nel mese di ottobre 2005; inoltre il suo peso di partenza era di 98.500 kg.

Per rimettersi in forma ed eliminare tutti i chili presi con l’ormone tiroideo, inizia un digiuno il 19 giugno 2006, partendo da 96.500 kg.

Il 30 giugno 2006, ultimo giorno di digiuno, pesa 88. 500 kg: dunque un dimagrimento di 8 chili in 11 giorni.

Aggiornamento dell’8 marzo 2007, festa della donna: dopo neanche 10 mesi di cure, con piccoli cicli di richiamo di digiuno e attuando la dieta metabolica, la signora è tornata la ragazza che era prima, con un peso di 61.900 kg e, in più, con la completa sospensione dell’ormone tiroideo e la funzionalità tiroidea perfettamente recuperata.

Oltre all’ormone tiroideo, ha sospeso anche altri farmaci, tra cui le statine per il colesterolo.

Ultimo aggiornamento di fine giugno 2007: la signora pesa 59.700 e non c’è stato neanche bisogno di un ulteriore piccolo ciclo di digiuno.

40 chili in meno in un anno esatto.

Per di più in perfetta salute ed eliminando tutte le medicine…

3 CASI di “psoriasi” raccontati dal dott. Simeone

Tutti sanno che la psoriasi è una malattia molto seria e, purtroppo, quasi impossibile da curare.

Per questo la guarigione totale e duratura di un caso grave di psoriasi meriterebbe un ampio spazio; però, se così fosse, avremmo esaurito tutto il capitolo delle guarigioni parlando di psoriasi.

Ricordo almeno una decina di pazienti completamente guariti, ma parlerò solo di 3 casi, in maniera succinta, in quanto nessuno di questi pazienti si era mai sognato di curare la psoriasi con il digiuno.

Il primo caso riguarda un avvocato, oggi mio grande amico, conosciuto nel 1994 dopo che era già dimagrito da 133 a 120 Kg; sottoposto ad un paio di digiuni nell’arco di alcuni mesi, arrivò a pesare 92-93 Kg e vide scomparire la sua grave forma di psoriasi.

Sono passati molti anni ed il mio amico sta bene, in più continua a pesare 92 Kg.

Il secondo caso riguarda una signora sui 60 anni che nel 2001 aveva fatto un digiuno per dimagrire, riuscendo a perdere 7-8 Kg, ed alla quale era anche scomparsa la psoriasi.

Tornata a studio nel 2002, nel corso dei piccolo incontro preliminare, mi confessò che purtroppo era tornato tutto come prima, perchè fatto svariati eccessi.

Le feci notare che i miracoli del digiuno vanno anche mantenuti con un discreto stile di vita; a quel punto, la signora, intuendo che forse mi stavo riferendo alla sua psoriasi, si affrettò a specificare, facendo pure gli scongiuri, che intendeva parlare dei sovrappeso e non della patologia della pelle, che per fortuna non si era più ripresentata.

Il terzo caso riguarda una paziente sui 30 anni che, evidentemente soddisfatta dei risultati ottenuti con il digiuno, aveva accompagnato una sua amica a fare un colloquio informativo, per dimagrire.

Nel corso di questo colloquio preliminare, parlai un pò in generale del digiuno, sottolineandone anche l’aspetto disintossicante.

“La prova” dissi “è che il digiuno fa scomparire gravi dermatiti, eczemi e a volte persino la psoriasi” .

A quel punto la mia vecchia paziente, con cui avevo ormai un rapporto confidenziale, mi guardò un pò stranita e mi ricordò che anche a lei era sparita completamente la psoriasi.

Io e l’altra paziente restammo un po’ attoniti, lei perché in quel momento aveva una conferma lampante della validità del digiuno, io perché, ahimè, l’avevo dimenticato!

CASO di “lpercolesterolemia, ipertrigliceridemia, cefalea, artrite, artrosi, insonnia”

Questo non è il caso specifico di un singolo paziente di cui raccontiamo la storia, ma vuole simbolicamente racchiudere i tanti casi di tante persone che con il digiuno hanno risolto molti problemi di salute.

Se avessimo dovuto riportare tutti i casi di guarigione da ipercolesterolemia, artrosi, artriti, cefalea e quant’altro, sarebbe servito un libro intero (e non è detto che non lo scriveremo!).

In questo piccolo paragrafo vogliamo però rielencare le malattie che più spesso sono risolte da un digiuno:

– allergie

– dermatiti

– asma

– insonnia

– cefalea

– artrite ed artrosi

– diabete

– ipertensione

– ipercolesterolemia

– ipertrigliceridemia

– ansia e stress

– problemi dell’apparato gastrointestinale (gastrite, colon spastico).

Infine esiste una buona statistica relativa ad una serie di malattie più gravi, le malattie autoimmuni, per le quali il digiuno rappresenta una spinta iniziale decisiva verso la guarigione.

Ci riferiamo a malattie come l’artrite e l’artrosi, la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia, la psoriasi, le tiroiditi.

Spesso il digiuno guarisce già da solo alcune di queste malattie, ma guarigioni definitive si ottengono soprattutto se successivamente si adotta uno stile di vita ideale.

Fonte: http://www.digiuno.it


De Martino Luca

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4 risposte a GUARIRE…DIGIUNANDO!

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  2. romano stanca ha detto:

    sono affetto da disidrosi dei piedi con formazione di vescicole.A chi posso rivolgermi?

  3. luca ha detto:

    Questo articolo non invita nessuno a digiunare se hai una malattia…non è un invito!! E’ ovvio che bisogna rivolgersi ai medici e a chi di competenza per quanto riguarda la guarigione da una malattia. Mi dispiace che consideri delirante l’articolo, perchè per i casi di guarigione che ho riportato, ci sono le relative cartelle cliniche. E’ stato semplicemente dimostrato che il digiuno,in alcuni casi, può aiutare per alcune patologie.

  4. max ha detto:

    articolo delirante!!! per guarire dalle malattie non serve digiunare, ma rivolgersi ad uno specialista qualificato, fare tutte le analisi prescritte, seguire le sue indicazioni terapeutiche e assumere i relativi farmaci.
    uno stile di vita adeguato non può avere nessun valore terapeutico, ma è consigliabile solo a livello generico di prevenzione.
    il digiuno è anzi proprio da sconsigliare quando si ha una delle malattie indicate nell’articolo delirante qui sopra, dal momento che con il digiuno si continua a debilitare un organismo già provato dalla malattia. piuttosto che il digiuno, occorre una dieta mirata in alcuni di questi casi.

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