LA KINESIOLOGIA E LA LEGGE DEI CINQUE ELEMENTI

L’o-ring è una tecnica energetica che discende dalla kinesiologia applicata. E’ detta anche tecnica del cerchio o Test dei Mudra ed è utilizzata dal dott. Roy Martina. Ecco una proposta applicativa tra analisi energetica e rimedi naturopatici

Il metodo o-ring e la MTC

La MTC, tramite la sua fisiologia, ed in particolare per mezzo della legge dei cinque elementi, è la metodologia ottimale per l’investigazione dello stato di salute e di malattie dell’individuo. La sua conoscenza ci permette di entrare nelle dinamiche energetiche del ricevente in fase di malattia, ma anche e soprattutto prima che la malattia si manifesti. La kinesiologia applicata alla MTC ha il pregio di poter misurare, tramite la resistenza muscolare, lo stato energetico dei meridiani, degli organi e dei visceri e le interrelazioni che esistono con l’alimentazione, i fattori climatici, le emozioni stressanti, ecc..

La tecnica di esecuzione

Sulla regione toraco-addominale sono situati i punti MO (punti di allarme). Hanno la particolarità di concentrare e ricevere l’energia degli organi e dei visceri. Sono soprattutto punti interessanti dal punto di vista diagnostico e fisiopatologico. Indicano un disturbo di un determinato vaso, organo o viscere. Possono essere spontaneamente dolorosi, dolorosi alla pressione o dare debolezza all’o-ring semplicemente sfiorandoli. Al cliente viene eseguito un test preliminare per vedere se sussistono le condizioni per eseguire il test kinesiologico. Poi gli viene chiesto di unire il pollice al medio oppure all’indice. Il terapeuta tocca o sfiora semplicemente con l’indice i punti MO del ricevente e testa immediatamente il muscolo per vedere se vi è resistenza o debolezza (lo scopo è quello di cercare di allontanare il pollice dal medio o dall’indice). Per eseguire il test più rapidamente non vado a stimolare tutti i punti MO, ma solo cinque (uno per loggia energetica), e cioè i cinque punti yin che corrispondono ai cinque organi (dunque non ai visceri). Qualora il terapeuta dovesse riscontrare una debolezza, allora deve approfondire se la debolezza in quella loggia è causata dall’organo o dal viscere. E se alla fine del test vengono riscontrate due debolezze? Qui il discorso diventa più complicato. Infatti il terapeuta dovrebbe verificare a questo punto il senso dell’energia. Esempio: il terapeuta trova una debolezza al P e allo S, allora toccherà prima il punto MO del P, poi quello dello S e testa la forza. Questa tecnica serve per vedere se è l’energia del P che va verso l’energia dello S. Se trova una debolezza allora è l’energia del P che va verso l’energia dello S. E se non trova una debolezza? Viceversa il terapeuta toccherà prima il punto MO dello S, poi quello del P e testa, per verificare se invece è l’energia dello S che va verso l’energia del P.
Quando si esegue questa operazione bisogna tenere bene in mente il ciclo di produzione della legge dei cinque elementi, e tutto risulterà più semplice. Secondo questo ciclo, infatti, l’energia non dovrebbe mai tornare indietro, se non in casi sporadici, ma dovrebbe seguire sempre il verso del ciclo di produzione.
Infine, quando trovo una debolezza ad un organo vado a testare anche il chakra corrispondente che, se debole, allora vuol dire che la debolezza dell’organo dipende dal chakra. Al contrario è una debolezza di quell’organo e quindi di quel meridiano.

La scelta dei rimedi naturopatici

Alla fine del test ho dunque trovato delle debolezze? Per la scelta del rimedio naturopatico eseguirò progressivamente le seguenti operazioni:
1. metto a contatto con la pelle del ricevente un rimedio e vedo se questo gli restituisce forza. Se dovesse accadere vuol dire che in uno stato di debolezza quel rimedio riequilibra;
2. immetto il rimedio nel circuito, cioè lo faccio tenere al cliente nella mano controlaterale rispetto a quella che utilizzo per testare, ed eseguo nuovamente il test per intero su tutti i punti MO. Questo perché il rimedio può rafforzare un organo ma potrebbe indebolirne un altro;
3. se voglio suggerire al cliente l’assunzione di più rimedi, posso testarli insieme per vedere se la contemporanea assunzione riequilibra o se invece indebolisce ulteriormente. Lo stesso potrebbe non accadere assumendo i rimedi in diverse ore del giorno;
4. posso anche testare la posologia del rimedio. Ad esempio alcune soluzioni idroalcoliche possono essere assunte dalle 30 alle 50 gocce, due o tre volte al giorno. Grazie al test possiamo individuare la posologia ideale.
Inoltre, attraverso la metodica del test kinesiologico applicato alla MTC e sulla base delle relazioni esistenti tra organi e alimentazione, fattori climatici, emozioni stressanti, colori, ecc., è possibile suggerire al ricevente un percorso di buona salute che integra i vari rimedi naturopatici con l’alimentazione ideale per l’organo da riequilibrare, oppure col colore di cui lo stesso organo ha bisogno per nutrirsi. In questo caso, ad esempio, il naturopata potrebbe servirsi della cromopuntura, anche se non ne possiede le basi per poterla applicare. Basterebbe, infatti, irradiare l’organo col colore adatto, oppure irradiare il percorso del meridiano associato.
Pertanto la tecnica della kinesiologia associata ai cinque elementi si apre a svariate metodiche di analisi energetica e di trattamento. Ne risulta un approccio naturopatico integrato verso la persona, che esula sicuramente da ogni forma di diagnosi e terapia medica. Talvolta una debolezza muscolare può annunciare una malattia che ancora non si è manifestata, ma è presente sotto forma di predisposizione energetica.

Bibliografia:

– Appunti e dispense del corso di “Medicina Tradizionale Cinese – legge dei 5 elementi, spagiria e oligoelementi, kinesiologia applicata – metodo o-ring”. Dott.ri F. Scala e G. Canora, Associazione Centro Studi Schola Medica Salernitana.
– Appunti e dispense del modulo di “kinesiologia applicata”. Dott. Giuseppe Rossi, Associazione Ecologia e Medicina Complementare – corso di naturopatia

Antonio D’Angelo (Naturopata e Osteopata)

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2 risposte a LA KINESIOLOGIA E LA LEGGE DEI CINQUE ELEMENTI

  1. Alessandro ha detto:

    Come mai ancora non c’è risposta alla mia osservazione? Dipende dalla serietà del sito o da altro? Grazie.

  2. Alessandro ha detto:

    Trovo puntuale quanto scritto in questo intervento. Vorrei soltanto capire meglio se quando il terapeuta tocca i punti Mo rileva una condizione di vuoto o di pieno a carico dei relativi organi e visceri. E, poi:: perché impiegare il ring-test al posto del normale test muscolare? Con le dita, non c’è la possibilità di investigare più direttamente il relativo mudra, che così potrebbe in qualche modo falsare il test muscolare eseguito in questo modo? Grazie.

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