E’ NECESSARIA LA FASCIA LOMBO-DORSALE?

FASCIA RESEARCH CONGRESS

HARVARD 2007

BOSTON USA

Relatore prof. Serge Gracovetsky

Prof. Gracovetsky è stato il primo ingegnere biomedico a scoprire e a sostenere la teoria che la fascia è importante per la stabilità statica e dinamica della colonna vertebrale.

Secondo il nostro autore non è possibile vedere le condizioni meccaniche del collagene in azione, durante il movimento, e non basta la misurazione elettromuscolare, come intere generazioni hanno fatto, lui ha capito che prima di tutto bisogna studiare la funzione della fascia e dopo la sua l’anatomia.

Nel 1970 Farfan fu il primo a proporre che il movimento va dalla pelvi alle estremità superiori, cioè che le forze partono dal canale della fascia, dalle creste iliache per andare alle estremità superiori.

Poi degli anni 80 Bogduk precisò l’anatomia dei tessuti molli che circondano la spina. In seguito Vleeming, negli anni 90, chiari il legame tra la pelvi e le gambe. Questo ha aiutato Gracovetsky a chiarire cosa succede nel movimento tra le estremità inferiori e quelle superiore.

Le funzioni della fascia sono:

La fascia trasmette delle forze.

Come lo fa esattamente?

Perché è raramente usata nei modelli clinici della colonna?

Dagli anni 40 si crede che i muscoli dorsali siano atti al sollevamento, e ciò è ancora creduto nonostante l’evidenza contraria.

Fu proposta questa idea da Bartelink secondo cui il muscolo erettore collegato al corpo centrale della vertebra spinge l’apofisi spinosa per sollevare un peso. Si è calcolato che la forza massima che si può esercitare sull’apofisi per sollevare è massima a 50 Kg, sopra non si può. Per farlo Bartelink propose che è la pressione addominale ad aiutare a sollevare, cioè spingendo. Cosi la persona esploderebbe. Per risolvere questo problema, giacché i soggetti non esplodono di solito sollevando grossi pesi; bisogna riesaminare la teoria muscolare. Giacché l’errore primario è cercare un’unica soluzione: cioè la ridondanza muscolare era percepita come un fastidio da neutralizzare tramite tecniche ottimizzatrici, cercando cioè la postura migliore e per far questo ci si chiedeva come posiamo migliorare la circolazione sanguigna per irrorare la massa muscolare e arrivare cosi alla migliore postura possibile.

Tramite formule, diagrammi matematici si è cercata di trovare l’ottimizzazione, cioè arrivare a determinare l’azione muscolare che:

  • Bilanci il peso
  • Minimizzi lo stress

Ciò può essere determinato solo pensando che ci siano dei sensori, da qualche parte che portano l’informazione. Questo fu determinato nel 1975 da Gracovetsky.

Secondo errore è che ci fossero due tipi di risultato nell’ottimizzazione e cioè che:

1° Ci fosse un’unica soluzione desiderabile e cioè la migliore postura.

2° insieme con essa ci fosse l’indesiderabile evidenziazione che esistono muscoli negativi, cioè che spiegano; ma noi non abbiamo muscoli che spingono, ma noi non abbiamo muscoli hanno questa funzione ma che tirano. Su quest’ottica, era evidente che bisogna forzare un muscolo positivo (che tira) aggiungendo dei vincoli artificiali durante l’ottimizzazione. Il problema nascosto è quindi che bisogna determinare l’azione muscolare che:

  • Bilanci il peso
  • Minimizzi lo stress
  • Costringa i muscoli, a essere positivi

Invece di trastullarsi con i limiti matematici per affermare che i muscoli non possono spingere, perché non considerare che il modello fosse sbagliato?

Perciò la vera questione è: come possiamo modificare il modello per produrre soluzioni positive, cioè che i muscoli tirano, senza l’inserimento di un limite matematico artificiale?

Per cambiare il modello bisogna guardarlo. Il modello ha delle non linearità che rimandano a un modello algebrico per cui per far si che la matrice sia definita positiva, bisogna aggiungere dei termini lineari alla diagonale. Determinati questi processi matematici e tornando all’anatomia si apprezzava il legame tra la cresta e i processi spinali.

Quando Gracovetsky chiese nel 1982 a Bogduk quale potesse essere il legame, lui gli rispose che era la fascia. Accertò che la fascia era la soluzione naturale per i muscoli positivi, cioè che tirino.

In poche parole la fascia dorso lombare:

  • È più di una forza di trasmissione
  • Minimizza lo stress sulla colonna dorsale
  • Permette ai muscoli di funzionare fisiologicamente (tirare, non spingere.)
  • Nessuna fascia significa stress eccessivo e/o instabilità.

Per ciò che riguarda la chirurgia. I chirurghi, quando intervengono sulla fascia, le creano dei danni enormi. E ora noi sappiamo che senza la fascia una persona avrebbe bisogno di muscoli “negativi” che però noi non abbiamo e quindi si costringerebbe la colonna a sforzarsi per stabilizzarsi, incrementando lo stress a un livello inaccertabile.

Perciò se non c’è la fascia?

  • Non vi è un controllo efficiente dei muscoli.
  • La riabilitazione è discutibile (incerta), perché non ristabilirà nulla giacché manca un sistema di struttura critica.

Ritornando e studiando l’anatomia, introducendo le fasce, si è notato che sui sensori della fatica la rigidità scompone le forze in tensione. Perciò il nemico è la scissione tra collagene e ossa.

Cioè abbiamo due tipi di materiale: collagene e ossa e dobbiamo incanalare tutte le forze all’interno dell’area della fascia. Abbiamo bisogno di alcuni input per calcolare lo sforzo di controllo.

Perciò per gli elementi elastici abbiamo il collagene, tramite il quale le cellule rispondono allo stress e per gli elementi compressivi abbiano le ossa. Per risolvere il problema dobbiamo calcolare direttamente lo stress tramite il periostio, dove risiedono i sensori dello stress che assai velocemente portano le informazioni dello stress, non necessariamente del dolore al cervello.

Per spiegare i legami tra fascia e ossa Gracovestky porta come esempio un gancio sul quale applicando la forza sull’estremità lineare, la decompressione o forza, sarà inferiore rispetto a quella quando lo sforzo è applicato al centro. In questo caso la forza applicata equivale alla fascia dorso lombare, è in sostanza al di fuori del “corpo” poiché è più efficiente quando è lontana dal fulcro. Per questo per minimizzare lo stress bisogna neutralizzare i muscoli e ciò è chiamato rilassamento dei muscoli.

Il modello di Bartelink si migliora quando introdotta la fascia, l’interazione dei muscoli con essa rende il movimento, un’oscillazione tra i tessuti.

Sui campioni olimpici si è notato che lo sforzo è diviso in 20% dei muscoli e 80% della fascia.

Bisogna quindi fare attenzione perché è il collagene che lavora, perché è un cavo e non consuma energia. Osservando delle contadine che raccolgono riso, si nota che quando flettono a colonna questo movimento permettono loro il rilassamento dei muscoli ciò che diminuisce lo stress e i costi di energia, al contrario di quando si ruota la pelvi, perché irrigidisce i legamenti.

Nel grafico si costata che il consumo di ossigeno è inferiore quando non si solleva il peso puntando sulle gambe, ma flettendosi e quindi la flessione della colonna è migliore perché vi è un dispendio minimo di energia. Nel bambino piccolo la – è immatura perché l’ossificazione delle vertebre non è completa e gli impulsi non sono ben trasmessi e si muovono come le persone che soffrono di mal di schiena per danni al collagene e di conseguenza devono aumentare l’attività muscolare. Questa forza di trasmissione è universale: facendo lavorare la fascia è possibile qualsiasi sforzo perché la fascia è necessaria per trasmettere la forza alle estremità superiori.

Nello schema anatomico della fascia dorso lombare si nota che le fibre di collagene si collegano intorno al muscolo e se s’irrigidiscono gli addominali trasversali, si avvicinano i tessuti superiori in senso contrario.

L’ingegner Poisson ha calcolato quantitativamente questo sforzo che è 1 inch (25,4 mm) dei tessuti che vanno verso l’esterno a cui corrisponde 1 inch di quelli che agiscono verso l’interno.

Le immagini mostrano come tendendo gli addominali la colonna si fletta in senso contrario, vi è un beneficio avere la pancia quando la pressione degli addominali interni è alta e la fascia deve essere piatta per essere efficiente. Si costata che quando il ventre è prominente, come nei lottatori di Sumo, la fascia è potente poiché loro flettono la colonna. (ed è uno dei vantaggi della ricerca che dice, è un bene avere la pancia!)

La fascia, come si vede dalle immagini, può flettere la colonna, cioè lo fai quando diminuisci la pressione degli addominali e usi la fascia per chinarti.

Se la pressione degli addominali interni è alta, vai in estensione, se è bassa, in flessione. Perciò con una bassa pressione degli addominali interni vi è anche una bassa pressione sistolica perché il sangue scorre meglio verso l’estremità.

La pressione addominale interna non comprime significativamente il diaframma e insieme con la lordosi controlla l’efficienza delle forze di trasmissione sulla fascia dorso lombare.

In breve: se la fascia è danneggiata eccessivamente il paziente, non può essere riabilitato ed ha un’instabilità fondamentale.

Quale stabilità? Le vertebre non sono state costruite per la stabilità strutturale statica.

Il sistema muscolo-scheletrico è una struttura instabile, influenzata dalla gravità, ma stabilizzata dal sistema vertebro centrale. Si parla quindi di equilibrio dinamico. Come si vede dalle foto con il mulo per aria, una struttura stabile non garantisce una buona funzione, infatti, anche noi costruiamo strutture instabili perché è più facile rimuoverli.

La stabilita funzionale è importante ad esempio il Colibrì mantenendo stabile il collo può muovere a una velocità incredibile le ali, perché l’anatomia è fatta in modo da scorporare il collo dal resto del corpo, anche per non sprecare energie.

La concezione ingegneristica della stabilità come strada facile è un’ipotesi poco realistica e vale solo se:

  • Il materiale è omogeneo
  • Il materiale non cambia nel tempo
  • È un muro di energia (…e non per gli uomini!)

Nella rappresentazione di questo muro, con le due condizioni citate, la palla andando a fermarsi al centro del muro non ha sufficiente forza per spostarsi e, nel caso invece dei tessuti umani, la palla stando ferma li deformerebbe: il collagene si allargherebbe.

Il prof. Nachemson nel 1960 ha stabilito che il collagene si allarga molto velocemente, in termini di secondi e pari a un terzo di secondo. Ciò implica che il collagene non permette di mantenere una postura statica a lungo e bisogna quindi ridistribuire il peso tra muscoli e legamenti e cambiare la distribuzione interna del peso.

Nella riabilitazione del paziente, nessun singolo esercizio funzionerà se non gli s’insegna a ridistribuire internamente il peso e bisogna allenarlo con una varietà di esercizi da fare continuamente uno dopo l’altro.

Cambiare la distribuzione interna del peso non implica cambiare la postura, la stessa può essere realizzata tramite molte combinazioni tra muscoli e fascia.

Ecco la ragione per cui la ridondanza è importante nel controllo della colonna, perché la funzione precede l’anatomia.

Per questo motivo la ricerca dell’unicità era un errore, perché ignorava la fondamentale proprietà del collagene, cioè la visco-elasticità.

La reazione temporale della fascia: se blocchi di colpo con il sollevamento, il collagene si restringe, il suo contributo scompare e costringi il muscolo a caricarsi di troppo peso e non si potranno sopportare maggiori a 50 kg, bisogna desistere.

A causa della visco-elasticità le strutture sotto sforzo si deformano con il tempo e hanno bisogno di riposarsi mentre le strutture alternative si caricano del peso. Ecco perché i continui cambiamenti posturali sono necessari.

Infatti, le stabilità posturali nel campo gravitazionale sono assicurate dal movimento alternato da muscolo a fascia e da fascia a muscolo, cioè la loro oscillazione.

Il cambiamento delle forze è controllato dalla lordosi, è l’unico importantissimo parametro per la rieducazione.

Il controllo della lordosi è fatto in 3D dallo psoas e il multifido.

Lo psoas non è fatto per bilanciare il peso perché è attaccato al fulcro.

La stabilità della fascia significa che una costante forza di trasmissione richiede una coordinazione molto specifica di colonna e pelvi. (30° è la misurazione migliore)

La flessione del tronco interessa la distribuzione dei pesi tra muscoli e fascia ed è anche controllata dalla coordinazione colonna / pelvi.

(dalla rotazione della pelvi cambia la lordosi.)

Da cui deriva che la lordosi controlla la distribuzione dei pesi tra muscoli e fascia.

Poi lordosi e portamento: hanno misurato queste due e hanno visto che la lordosi cambia un po’ dalla flessione all’estensione di quasi 8° perché la postura richiede delle oscillazioni lordotiche per alternare il caricamento del peso nei tessuti. Quando è flesso il collagene, è caricato come il muscolo e non si può camminare a lungo. Infatti, i militari marciano per 45 min. e per 15 min. si riposano, perché se cammini sotto sforzo per 15 min. hai bisogno di 2 giorni di riposo.

Il ritmo ottimale tra pelvi, colonna e postura ha lo stesso obiettivo? Sì, perché per proteggere i tessuti con il minimo sforzo, è fondamentale il ruolo della fascia.

Un controllo aggiunto è il limite di sicurezza oltre il quale si ha la rottura: non bisogna superare il limite ultimo consentito di 2/3.

Conclusione 1

  • Siamo strutturalmente instabili per una risposta molto veloce alla mobilità.
  • Non esiste una postura statica, è un concetto dinamico e in continuamente modificabile.
  • La ragione è che il collagene è visco-elastico e non può essere caricato continuamente.

Conclusione 2

  • La fascia sposta continuamente i pesi tra varie strutture.
  • La lordosi è il parametro di controllo più importante della fascia.
  • La riabilitazione richiede riposo di tutti gli elementi strutturali partecipanti e la coordinazione del sistema centrale nervoso.

Conclusione 3

  • La fascia è molto più che una parte di un sistema di trasmissione di forze.
  • La fascia è necessaria per la stabilità e la sopravvivenza della colonna  sottocarico.
  • Un soggetto con la fascia danneggiata non può essere rieducato, nonostante le migliori intenzioni.

Christian De Martino (tratto dal sito www.anatomytrains.it)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in SALUTE E BENESSERE. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...