LA STORIA DI MARTIN BENGTSSON…

EX CALCIATORE INTER

Sono passati quasi sei anni da quando, un giovane svedese di belle speranze, tale Martin Bengtsson, classe 1986 e proveniente dall’Orebro FK,  venne acquistato da una delle migliori squadre italiane: l’Inter.

Il suo acquisto, seppure si trattasse solo di un giovane, non passò inosservato: altri club europei avevano fatto di tutto per assicurarsi le prestazioni dello scandinavo.  Le prime dichiarazioni del ragazzo erano più che entusiastiche, la serie A, per lui, era un sogno che si realizzava  e poi l’Inter e lo stadio San Siro, la scala del calcio…

Era un regista puro, abile all’occorrenza, anche di giocare sulle fasce.

Gli inizi sono strepitosi, con la primavera segna all’esordio e propizia numerosi assist, e durante il torneo di Viareggio, contribuisce all’umiliazione prima dell’Udinese con ben cinque gol di scarto, e poi del New York United addirittura, che chiudono il match con un passivo di otto reti.

Moratti comincia già a pregustare le prestazioni del giovanotto in Serie A, che aveva tutte le carte in regola per diventare un campione.

Ma proprio mentre si comincia a rumoreggiare per un debutto “con i grandi”, Martin comincia a cadere sempre più nell’anonimato, scomparendo progressivamente dai tabellini e mostrando uno stato di forma a dir poco pietoso.

Non passano neanche dodici mesi che scompare del tutto, e cadendo pian piano nel dimenticatoio, finchè nel 2007, si sente di nuovo parlare di lui.

Decide di scrivere un libro, intitolato “Nell’ombra di San Siro”, dove lo svedese racconta la sua esperienza traumatica nella città lombarda: storie di droga, alcool, sesso che sfociano in un tentativo, per sua fortuna finito bene, di togliersi la vita tagliandosi le vene. Verrà curato in un ospedale psichiatrico, finchè decide di ritornare in patria, promettendo a sè stesso di aver chiuso definitivamente col calcio, sia quello giocato che quello visto.

Ovviamente, non abbiamo a disposizione una replica della società neroazzurra alle dichiarazioni dell’ex promessa, però non possiamo non rimanere almeno un po’ turbati dall’evolversi di questa  vicenda.

L’augurio è che Martin possa proseguire in maniera serena la sua vita, anche senza calcio.

Giannattasio Antonello

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