Secondo regole Codex Alimentarius

Creato ufficialmente nel 1963 sotto le ali protettive della F.A.O. (Food and Agricolture Organization) e dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) il Codex Alimentarius, è un insieme di importantissime regole su tutto quello che riguarda l’alimentazione, adottate da 181 paesi (il 97% della popolazione mondiale).
Comprende codici che vanno dalla produzione degli alimenti, all’etichettatura, alle regolamentazioni sui livelli di sostanze chimiche permesse (inquinanti, pesticidi, tossine, additivi, ecc.), al trasporto e la tracciatura, nonché le norme igieniche, ecc. Circa 200 codici per gli alimenti, 40 di igiene e 3200 limiti massimi di residui di pesticidi e farmaci veterinari… Normative fondamentali e nessuno ne sa nulla… Ufficialmente il Codex dovrebbe facilitare gli scambi internazionali degli alimenti. Ufficialmente…. La verità come sempre sta da un’altra parte. “Regolamentare” spesso e volentieri è sinonimo di “controllare”. Ogni organismo che “regolamenta” un qualcosa, ovviamente ne ha il controllo totale.
Il Codex Alimentarius (Codice o Legge Alimentare) ovviamente non è estraneo a tutto ciò, con l’aggravante che qui stanno controllando una delle cose più importante per la salute umana: l’alimentazione!
Il settore alimentare è indubbiamente anche tra i più interessanti dal punto di vista economico: secondo la FAO infatti i fatturati annui si aggirerebbero attorno ai 400 miliardi di dollari.
Detto tra noi, il Codex è un sistema intergovernativo, o per meglio dire, il Sistema Sovranazionale che codifica e controlla l’alimentazione planetaria.
Il Codex comprende: – Norme per i prodotti alimentari;
– Codici di igiene;
– Valutazione dei pesticidi;
– Limiti dei residui di pesticidi;
– Linee guida dei contaminanti;
– Valutazione degli additivi alimentari;
– Valutazione dei farmaci in veterinaria. In pratica controlla il cibo dalla produzione, alla trasformazione, al trasporto fino a quando arriva nel piatto e per ultimo nel nostro intestino.
All’interno di questo Codice ci sono nove comitati (i centri di Potere del Codex), detti “orizzontali“, il cui lavoro viene applicato ai campioni di tutto il mondo, e sono:
– Comitato dei Principi Generali, con sede in Francia;
– Comitato delle Etichettature Alimentari, con sede in Canada;
– Comitato dei Metodi di Analisi e Campionatura, con sede in Ungheria;
– Comitato di Igiene Alimentare, con sede in USA;
– Comitato dei Residui di pesticidi, con sede in Olanda;
– Comitato degli Additivi Alimentari e Contaminanti, con sede in Olanda;
– Comitato di Ispezione Import/Export e Sistemi di Certificazione, con sede in Australia;
– Comitato di Nutrizione e Alimenti Dietetici, con sede in Germania;
– Comitato dei Residui negli Alimenti dei farmaci veterinari, con sede in USA.
Oltre a questi importanti nove Comitati, ce ne sono altri tredici, questa volta definiti “verticali”, che hanno la responsabilità di sviluppare standard per specifici alimenti o classi di alimenti:1[15]
– Comitato dei Grassi e Oli, con sede in Inghilterra;
– Comitato del Pesce e prodotti ittici, con sede in Norvegia;
– Comitato del Latte e Prodotti lattei (presso la FAO /WHO), con sede in Nuova Zelanda;
– Comitato della Frutta Fresca e Verdura, con sede in Messico;
– Comitato del Cacao e prodotti a base di cioccolata, con sede in Svizzera;
– Comitato dello Zucchero, con sede in Inghilterra;
– Comitato della Frutta e Verdura trasformate, con sede in USA;
– Comitato delle Proteine Vegetali, con sede in Canada;
– Comitato dei Cereali e Legumi, con sede in USA;
– Comitato dei Prodotti di Carne e Pollo, con sede in Danimarca;
– Comitato delle Zuppe e Brodi, con sede in Svizzera;
– Comitato per l’Igiene della Carne, con sede in Nuova Zelanda;
– Comitato sulle Acque Minerali naturali, con sede in Svizzera.
Dico questo perché il grande e democratico presidente Barack Obama (voluto dai Poteri Forti) ha creato, a seguito di assurde quanto ridicole intossicazioni alimentari (tipo salmonellosi), un nuovo “Gruppo di Lavoro per l’Igiene Alimentare” (Food Safety Working Group) e sta per darne la direzione a un certo Michael Taylor, un avvocato della Monsanto (un’azienda multinazionale di biotecnologie agrarie, nota nel settore della produzione di sementi transgeniche). Non male come conflitto di interesse.
Colui che gestisce la “sicurezza alimentare”, l’igiene degli alimenti in America, lavora per la ditta che da decenni inquina il mondo con sementi transgenici e con prodotti chimici, devasta il pianeta con pesticidi letali, dissangua i poveri contadini con le royalty (il pizzo sulle sementi) e ammala centinaia di milioni di persone con gli ormoni della crescita bovina (che poi arriva in tavola tramite la carne, il latte e tutti i derivati). Per spiegare invece come tale Codice sarà sempre più lo strumento globalizzante per eccellenza, basta comprendere come funziona il WTO (OMC), l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Il WTO è l’arbitro del commercio internazionale e si rifà proprio al Codex per decidere se un paese può rifiutare oppure no l’importazione di un prodotto alimentare.
Se per esempio la carne statunitense – pregna di ormoni della crescita bovina di sintesi (della Monsanto) – viene accettata (e lo è) dal Codex, il paese o l’unione di paesi (Europa) non potrà più rifiutarne l’importazione.
Cosa che è avvenuta fino ad oggi nel Vecchio Continente e che dal 31 dicembre 2009 potrà cambiare drasticamente.
Tutti i 181 paesi membri del Codex, entro e non oltre il 31 dicembre 2009, non avranno più proroghe: dovranno accettare, per esempio, la Direttiva europea vista prima, sulle vitamine e minerali (Direttiva 2002/46/EC).
Che piaccia o non piaccia a noi sudditi europei, entro quest’anno le normative del Codex dovranno essere recepite dai singoli governi firmatari.
Il Codex – visti gli sponsor – non poteva non essere un grande promotore dei prodotti biotech, cioè degli alimenti geneticamente modificati. Siccome tali cibi pericolosi hanno proprio il sigillo Codex, sarà sempre più difficile per un paese proteggere la salute dei suoi cittadini impedendone l’entrata in commercio.
Quindi tutti i prodotti marchiati Codex, che facciano bene alla salute o siano pericolosi, in quanto accettati dall’ente certificatore delle lobbies (appunto il Codex), entreranno nei circuiti di vendita e consumo, e nessun paese potrà rifiutarsi, pena sanzioni.
Non a caso parlo di prodotti “pericolosi per la salute”. L’aspartame (codice 951) per esempio, il dolcificante di sintesi estremamente tossico è un edulcorante così ben accettato dal Codex (nonostante sempre più studi indipendenti lo mettano all’indice) che le soglie di “concentrazione massima” rasentano il ridicolo.
Ecco cosa riporta il sito ufficiale del Codex:
– “Alimenti dietetici” la “concentrazione massima” di aspartame è di 1000 mg/kg di peso;
– “Altri zuccheri e sciroppi”, la “concentrazione massima” è di 3000 mg/Kg di peso;
– “Complementi alimentari” la “concentrazione massima” è di 5500 mg/Kg;
– “Chewing gum” la “concentrazione massima” di aspartame è di 10.000 mg/Kg.
Quindi le comunissime gomme da masticare – deleterie di per sé per la dentizione – possono avere una “concentrazione massima” di aspartame pari a 10 grammi per chilo! Forse il veleno per topi fa meno male.
Per non parlare degli alimenti dietetici, integratori e bevande “free sugar”, ecc.
Questo è il Codex.

Stefano Mandara

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4 risposte a Secondo regole Codex Alimentarius

  1. Silvio ha detto:

    E’ da molto che non vengo in questo blog e quindi è giusto che risponda.
    Prima di ogni cosa cara Debora mi viene il dubbio che tu non sia quella che dici di essere??? ma sembri più l’autore dell’articolo?? bho mi sbaglierò…eppure….!!!
    Sta di fatto che i copia e incolla se non dichiarato (come altri che scrivono su questo blog da quello che go visto) è “primo” poco serio e “secondo” illegale perseguibile per legge. Di conseguenza per quanto le cose siano reali ma se scritte da altri “è” e “rimane” un copia e incolla!!! mi dispiace per te e per l’autore dell’articolo…
    e poi è inutile l’elenco che mi fai: aspartame, fluoro, ecc non sto sindacando sul contenuto ma sul chi l’ha scritto e il modo in cui l’ha scritto.
    chi vuol fare informazione deve farla con una deotologia seria da mettere in atto in qualsiasi cosa scriva per il pubblico altrimenti si ridurrà sempre ad una manifestazione culturale di secon’ordine.
    Vi saluto cordialmente.

  2. debora ha detto:

    caro Silvio, piacerebbe anche a me se queste fossero tutte stupidaggini..piacerebbe anche a me sapere che non c’è nessuno che ci vuole rendere zombie a forza di farmaci, OGM e varia altra ‘robaccia’ che ci ifilano in alimenti/bevande/farmaci ecc.. ma purtroppo è solo la pura e semplice verità.. e si sa che la verità a volte fa male.. guada anche solo l’ultimo passaggio, quello sull’ASPARTAME, perchè dopo che la stragrande (se non tutte) le ricerche in materia (è un argomento sul quale mi sto documentando proprio ultimamente) hanno dato tutte il risultato che L’APARTAME è TOSSICO questo non viene tolto dal commercio??
    la risposta mi pare che sia abbastanza chiara… per non parlare dei danni del FLUORO.. ma ora sto partendo per la tangente.. però Silvio, prova a informarti un po’ di più.. ad andare un po’ più a fondo all’argomento.. vedrai che alla fine non ti sembrerà solo un “una manifestazione culturale di second’ordine”.

    spero di non essermi dilungata troppo su cose esterne al discorso.. ma sull’argomento sto leggendo/notando/sentendo cose ultimemente che mi fanno realmente RABBRIVIDIRE..

  3. stefano ha detto:

    Ciao Silvio, grazie per la tua partecipazione ai commenti.
    Volevo precisarti che noi non spacciamo cultura, ma cerchiamo di far conoscere tutto quello che crediamo vada conosciuto. La cultura è una cosa diversa.
    Stiamo solo cercando di infomare.. e se informare la gente comporta anche un copia e incolla alcune frasi ben venga. Se avessi preso da un libro le cose che ho scritto, o dal sito del ministero della salute, cosa importa? scusa, vorresti dirmi che non si possono divulgare informazioni riguardo alla natura delle cose?

  4. silvio ha detto:

    Ciao a tutti! mi sono imbattuto in questo sito e leggendo alcuni articoli sono rimasto colpito…colpito da come alcuni spaccino una presunta cultura come effettiva e reale.
    Mi chiedo come si possa scrivere un articolo come quello sulla codex alimentarius facendo sicuramente un copia/incolla con qualche frase aggiunta pensando che chi lo legge non capisca clamorosamente che si tratti di una manifestazione culturale di second’ordine, per dirlo semplicemente un articolo copiato e leggermente modificato.
    Pensare e scrivere è diverso da leggere e copiare.
    Che sia da monito per i prossimi lavori.
    Alla prossima critica!
    Ciao
    Silvio

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