COSA SAPPIAMO DEI VACCINI?

Cari lettori e lettrici di Coscienza e Conoscenza vi siete mai chiesti di cosa sono fatti i comuni vaccini che ci vengono iniettati per legge poco dopo la nascita? O di quelli messi in commercio annualmente contro la febbre stagionale ( Asiatica, Cinese, A/H1N1…)?

Si presume che una vaccinazione ci aiuti a costruire un’immunità del nostro corpo nei confronti di organismi potenzialmente dannosi che provocano malessere e malattia. Ma chi ci conferma che sia veramente cosi?

Nel cercare di capirne di più inizio a descrivere in che modo ci difendiamo dagli organismi esterni.

La maggior parte dei microrganismi che generano malattie entra nel nostro corpo attraverso le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare o del tratto digestivo.
Queste vie d’ingresso provviste di recettori hanno un loro sistema immunitario ( meccanismo di difesa esterno), chiamato IgA (Immunoglobulina);  questa prima linea di difesa combatte gli organismi invadenti nei loro punti d’ingresso riducendo, o addirittura eliminando, l’attivazione delle difese immunitarie centrali ( meccanismi di difesa interni).

I meccanismi di difesa esterni, secondo alcuni scienziati, fanno parte dell’insieme dei fattori di “resistenza naturale”, costituita da altri fattori come: la resistenza di specie (detta anche refrattarietà, che rende molte malattie caratteristiche di una o più specie affini di animali), la resistenza di razza (che anche nella specie umana rende meno recettivi particolari razze verso alcune malattie infettive), la resistenza individuale ( che rende certi individui più forti e meno soggetti a malattie rispetto ad altri). Questi meccanismi, che fanno da campanello d’allarme per il corpo, si manifestano come tosse, starnutazione, traspirazione e trasporto ciliare.

Accanto a questi si trova la seconda linea di difesa chiamata immunità aspecifica o meccanismi di difesa interna costituiti da fattori cellulari ( fagocitosi e pinocitosi) e fattori umorali ( complemento, lisozima, interferone, fattori misti).

Ora, se il corpo è munito della presenza di due distinte difese immunitarie per difendersi dagli attacchi, vuol dire che è sicuramente scritto nello sviluppo biologico e nel patrimonio genetico dell’essere umano l’ avere questi mezzi di difesa.

Allora perché bypassare il sistema immunitario IgA (difesa esterna) iniettando direttamente il vaccino nel corpo?

Guardiamo ora la composizione di un vaccino; tra maggiori ingredienti troviamo virus morti o indeboliti ma, i vaccini influenzali contengono anche un numero di tossine chimiche come: il glicole etilenico (antigelo), la formaldeide, il fenolo (derivato del benzene sintetizzato dal petrolio) e antibiotici come neomicina e streptomicina e altri additivi come i immuno-adiuvanti come alluminio e squalene. Quest’ultimo è riconosciuto dal nostro sistema immunitario come una molecola d’olio appartenente al corpo; infatti lo si può mangiare anche attraverso l’olio d’oliva. La differenza tra “squalene buono” e “squalene cattivo” dipende dal metodo attraverso il quale esso entra nel corpo.
L’iniezione è una via d’ingresso anormale, che incita il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene nel corpo, non solo quello contenuto nell’adiuvante.
Il sistema immunitario, vistosi abbattere la prima via di difesa tenterà di distruggere la molecola ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è vitale per la salute del sistema nervoso.


I veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome:GWS) ricevettero vaccini all’antrace che contenevano squalene.
L’MF59 (
l’adiuvante allo squalene della Novartis, ora usato nel vaccino contro la febbre suina) fu un ingrediente NON approvato nei vaccini sperimentali all’antrace e da allora è stato collegato alle malattie devastanti e autoimmuni di cui soffrono molti veterani del Golfo.
Il ministero della Difesa (USA ndt) fece di tutto per negare che lo squalene fosse veramente un inquinante nel vaccino all’antrace somministrato al personale militare nella guerra nel Golfo Persico – schierato o meno.
Tuttavia, la FDA (Food and Drug Administration, ndt) scoprì la presenza di squalene in certi lotti di prodotto AVIP (= programma di vaccinazione per l’immunizzazione all’antrace).

Una ricerca condotta al Tulane Medical School e pubblicata nel numero di febbraio 2000 di Experimental Molecular Pathology, include queste statistiche allarmanti:
“ …la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome – GWS) aveva anticorpi verso lo squalene. Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio “Tempesta nel Deserto” anche non impiegati sul campo di battaglia, ebbero gli stessi segni  e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene.

Secondo la dr Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano:
“…questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate “Gulf War Syndrome,”  (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo.

I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.” (10)

La scienza è latitante
Non esiste al presente una scienza medica che possa garantirci la sicurezza dei vaccini.
La scienza e i promotori di vaccini non conoscono le loro conseguenze a lungo termine sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Studi su pazienti controllati sono durati mediamente solo due settimane.

STEFANO MANDARA

I vaccini..

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