Il grasso che fa paura: IL COLESTEROLO

Il grasso che fa paura: IL COLESTEROLO

Se si fa ad una persona questa domanda: il colesterolo è un grasso buono o cattivo? Si da per scontata la risposta; la maggior parte delle persone risponde che il colesterolo è un grasso cattivo per il nostro corpo.. Ma siamo proprio sicuri che questo grasso, presente in molti alimenti, nuoce alla nostra salute? Alcuni recenti studi sembrano smentire questa visione.

Ma partiamo alla ricerca del colesterolo dal nostro corpo. Pochi sanno che l’uomo produce per biosintesi autonoma  (costituzione di molecole complesse, a partire da composti più semplici, che avviene all’interno di un organismo vivente) la maggior parte del colesterolo di cui necessita che, negli adulti, e tra 1 e 2 grammi al giorno. Solo una piccola parte (in media 0,1 fino 0,3, massimo 0,5 grammi) viene assunta con l’alimentazione: la maggior parte del metabolismo del colesterolo (produzione) avviene nel fegato. Il contenuto di colesterolo nell’organismo umano è di circa150 grammi. Svolge numerose funzioni:

  • ingrediente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule animali.
  • assieme alle molecole proteiche, regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare.
  • crescita e divisione cellulare non sono possibili senza colesterolo.
  • è la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidei come aldosterone, cortisone, testosterone, estradiolo ecc.
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale.
  • è impiegato in buona parte per la produzione di bile, una sostanza secreta nel duodeno che serve a emulsionare i lipidi alimentari per renderli assorbibili dall’intestino tenue.

Nell’immaginario collettivo il colesterolo si attacca alle arterie occludendole! Ma recenti studi mettono in dubbio questa visione: sembra che il grasso presente nelle nostre arterie non è la causa dell’aterosclerosi, ma quest’ultima sia la conseguenza di processi lesivi e infiammatori a carico delle pareti dei vasi dovuti a tossine, microbi, fumo di sigarette, sostanze chimiche e radicali liberi. La reazione che si innesca nella zona lesa provoca una “placca“ che contiene tessuto cicatrizzante fibroso, piastrine, calcio, colesterolo e trigliceridi. Il colesterolo che entra a far parte della “placca” non è, quindi, il predominante ma una delle sostanze utilizzate per riparare il danno.

In uno studio pubblicato su “Lancet” (Felton et al.1994) si riportano le analisi fatte alle PLACCHE ATEROMATOSE: i grassi presenti sono di tipo insaturo per circa il 70%, di cui il 41% polinsaturo. Per intenderci i grassi insaturi sono proprio quel tipo di grassi che da sempre si consigliano per ripulire le arterie.(1) E ancora, in un congresso della NHLBI (National Heart, Lung and Blood Institute-USA) i ricercatori, esaminando tutti gli studi a disposizione sull’argomento, giunsero alla conclusione che la mortalità è maggiore nelle donne con bassi livelli di colesterolo rispetto alle donne con livelli più alti. Sembra che la relazione tra colesterolemia e infarto sia estremamente debole.

Ma come sempre la ricerca continua e noi restiamo in attesa di notizie.

(1) Fitness & Sport (ISSA) anno 16 – n. 3/2008

Mandara Stefano

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